da "PER CHI VIENE"

di Primo Mazzolari


La tenebra che saliva saliva, mentre la nebbia continuava a scendere, gli tolse a poco a poco la violenta rivolta dalla mente, lasciandogli l'animo sommerso in quella inafferrabile tristezza che dà la giustizia soddisfatta degli uomini ben difesi e ben pasciuti.
Non sarebbe entrato dall'Argia, pur passandole sulla porta.
Certi dinieghi non si vanno a raccontare a una creatura che resta in vita solo per un'attesa.
Ma in chiesa, alla Messa, come avrebbe potuto parlare della bontà del Salvatore, quando una famiglia aveva chiuso fuori il Signore in quel modo?
Il primo segno delle campane lo sorprese nel mezzo di un dibattito che minacciava di sommergerlo.
I Fraccari avevano fatto saltare l'argine della sua poca fede: e Dio glielo veniva ricomponendo nell'esultanza del suo campanile, che gli restituiva la certezza dell'Avvento.
"Se Egli viene, se niente lo ferma, perché io che, in fondo, non sono che una voce che grida nel deserto, non dovrei gridarlo alla mia gente, che il Salvatore, proprio questa notte, viene per Dolfo in galera, per l'Argia la morente, per Braccio di ferro il fariseo, e per un povero prete di poca fede?".

"Adesso", 1 gennaio 1957






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