LAUDA DELLA VERGINE
di Anonimo del XV secolo
Per lo vostro grande valore, Vergine Maria
ci hai dato un bambino ch'è la vita mia.
Un dolce bambino voi ci avete fatto,
grand'è picciolino da tenerlo in braccio;
baciando e abbracciando n'averem sollazzo;
non voglio altra gioia, nessuna che sia.
Vergin Maria, chinal nel presepio
quel dolce bambino goderem con esso;
chi nol sa pigliare stringase al petto,
che non possa cessare la dolcezza sua.
Del vostro bambino affannati siamo
e colli nostri cuori lo desideriamo;
accattaci grazia che noi lo contempliamo
e tegnamoci sempre in della sua balia
Quel doce bambino gambetta in del fieno,
colle braccia scoperto, non lassa per
gelo;
la madre lo ricopre con gran desiderio
mettendogli la puppa nella sua bocchina.
Puppava lo bambino la dolciata puppa,
stringeale colla bocca, colle sue
labbruccia;
ciuppa, ciuppa, ciuppa, non vuol
ministruccia,
perchè non avea dentucci la bella
bocchina.
O vera umanitade, come se' aggrandita,
colla divinitade tua se' unita;
la Vergine Maria ne prende letizia
e a noi peccatori ne fa cortesia.
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